Canto di Natale carnico

Abstract

Storia di una badante: dall’Ucraina alla carnia per ascoltare e scoprire il Gospel.

Legenda

Primo piano del mio mezzo busto ripreso dal lato destro mentre sto suonando un pianoforte grancoda del quale se ne intravede una parte. per la circostanza, indosso giacca e cravatta.

Ogni sottotitolo relativo a questa riflessione si ispira e fa riferimento ad una composizione tratta dal repertorio Gospel.
Di ogni brano verrà riportato un collegamento nella sezione dedicata, al fine di integrare la lettura di questo testo con l’ascolto di contenuti pensati per la circostanza.

My world needs You

Per meglio introdurti in questa piccola storia, devo partire da un breve richiamo.

Antefatto

Ripresa del pubblico di spalle. Sullo sfondo si intravede la figura di Lucia all'estremità del pianoforte a coda davanti al quale, sono seduto di tre quarti mentre sto conversando  con i presenti.

(S)Badanti è il titolo attorno al quale si sviluppa una riflessione contenuta in un libro dello scrittore giornalista Paolo Mosanghini.

Il 27 Marzo 2018, con uno dei miei progetti più attivi sulla scena musicale del Friuli Venezia Giulia – l’ Atik Leatid Project – ebbi la fortuna di poter commentare con degli opportuni riferimenti musicali la presentazione di quel testo, per l’occasione organizzata dall’assessorato alla cultura del comune di Pozzuolo del Friuli (Udine), allora in capo alla dott.ssa Greta Rodaro.

Si trattava di un lavoro il quale forniva una fotografia di quello che, ancora oggi, è il mondo particolare delle badanti, poiché offriva cronache, aneddoti e resoconti storici e statistici relativi a quell’argomento.

Stir up the gift

A questo punto, sono pronto a coinvolgerti in un breve resoconto che ti renderà partecipe di una mia specifica modalità di attendere il Natale, divenuta oramai una consuetudine da qualche anno a questa parte.

Anatomia di un gruppo di ascolto

Ripresa della sala affrescata e di una parte di pubblico; lo scatto è stato eseguito inquadrando Lucia di spalle mentre io sono visibile dalle spalle in sù con il volto sorridente di tre quarti rispetto al pubblico.

Una recente tradizione vuole che, da qualche anno, la vigilia o l’anti vigilia di Natale, io mi rechi nella cittadina carnica di Tolmezzo, per proporre un momento fatto di musica a un gruppo di amici molto attivi nel settore imprenditoriale e nell’ambito sociale di quella specifica area geografica.

Solitamente questi incontri si svolgono, a rotazione, presso il domicilio di uno dei componenti di questa ristretta cerchia di persone; i convenuti si ritrovano e ascoltano, in un profondo silenzio, la musica, alla quale segue un momento di convivialità caratterizzato da buon cibo e dalla gioia di ritrovarsi assieme al fine di riprendere un filo comune che, in realtà, non si interrompe mai del tutto.

La vigilia di Natale del 2018, ad esempio, portai con me l’amico e contrabbassista Alessandro Turchet, con il quale trascorremmo una bellissima serata fra chiacchiere e musica a casa di Anna, una delle amiche che ciclicamente spalancano le porte della loro abitazione per accogliere questo gruppo di appassionati.
L’anno precedente fu l’abitazione di Luigina e Mauro a essere invasa da questa specie di Sofar autoctono e del tutto fuori dagli schemi, mentre nel 2016 fu ancora il salotto di Anna ad accogliere tutti attorno al pianoforte che ho la fortuna di suonare periodicamente.

Come ogni anno, un giorno del mese di ottobre Igor, promotore di questa iniziativa, mi telefonò con il suo solito entusiasmo per chiedermi cosa avrei proposto per il Natale 2019; presi un po’ di tempo e, dopo qualche riflessione, comunicai che avrei desiderato presentare in dono ai miei amici un Natale dedicato alla musica Gospel.

Scatto effettuato dal fondo del pianoforte. Sono inquadrato rivolto verso il pubblico del quale se ne intravede solamente una piccola parte; nell'immagine si può vedere anche il leggio utilizzato da Lucia.

Lunedì 23 dicembre 2019, assieme a Lucia Lesa che con me, da poco più di un anno, guida The Messengers Mass Choir e all’amica Bettina Carniato, siamo partiti alla volta di Tolmezzo.
Per non scontentare nessuno e, allo stesso tempo, poter ampliare il numero degli uditori, i promotori hanno scelto quale location per l’evento le sale affrescate del Museo Carnico delle arti popolari le quali, fra l’altro, sono dotate di uno splendido pianoforte gran coda da concerto che, grazie a Igor, già ebbi modo di suonare in passato.

La serata ha avuto quali elementi distintivi un profondo raccoglimento e un inconsueto calore umano; Lucia, che durante il giorno salva il mondo in qualità di medico e la sera canta il Gospel come un angelo, attraverso la sua perizia vocale, si è fatta tramite della Parola di Dio come non l’avevo mai sentita fare prima; per quanto riguarda me, altro non ho potuto fare che cercare di essere all’altezza della situazione.

A Christmas blessing

Mi sono permesso di trasportarti in quest’esperienza del tutto soggettiva solamente allo scopo di poter condividere con te la bellezza di un dono che, al termine di quella serata, mi è stato fatto.

Il regalo di un pianto

Selfie eseguito da Lucia a fine concerto; siamo davanti al pianoforte a coda; lei è alla mia destra e sorride; io le tengo affettuosamente una mano appoggiata sulla spalla.

Potrebbe darsi il caso che, fra qualche anno, nonostante la bellezza del momento vissuto, nessuno di noi conserverà la memoria della serata trascorsa; ciò non rappresenterebbe nulla di anormale, poiché i ricordi vengono sostituiti da altri ricordi, belli o brutti che essi possano essere.
C’è stata però una persona, fra coloro che erano presenti alla serata, la quale – a mio avviso – non dimenticherà mai le due ore trascorse lunedì 23 dicembre 2019 presso il Museo Carnico delle arti popolari della città di Tolmezzo.
Si tratta di una di quelle tante badanti che, con il proprio carico di storia, di sentimenti e di tradizioni, potrebbero costituire un’ulteriore perla da incastonare fra le pagine del libro di Paolo Mosanghini.

Non conosco il nome di quella donna, non so l’età; mi è stato detto solamente che dall’Ucraina è arrivata in Carnia per mettersi al servizio del prossimo.
La signora mi è stata descritta come una persona intelligente e colta; uscendo dal museo, mi ha fatto dono delle sue lacrime cariche di autenticità; mi ha ringraziato poiché dall’Ucraina è dovuta arrivare in Carnia per poter dire di aver ascoltato, per la prima volta nel corso della sua esistenza, qualcuno che cantasse e suonasse per lei e dal vivo.

Ho accolto quel pianto con stupore e incredulità, non riuscendo neppure a offrire un cenno di gratitudine nei confronti della spontaneità di quel dono.
D’altra parte, faccio ancora fatica a crederci…

E tu, ci crederesti?
Dall’Ucraina alla gelida Carnia per avere l’opportunità di ascoltare, per la prima volta nell’arco di una vita, qualcuno che suona, dal vivo e per te, il pianoforte, mettendosi al servizio di una straordinaria voce che intona note viscerali, appartenenti ad una musica che affonda le proprie radici nella profonda e calda Africa.
Dimmi: quale Canto di Natale potrebbe risultare più degno e, allo stesso tempo, più incredibilmente bello di questo?

Guida all’ascolto integrato

  1. Kirk Franklin – My world needs you
  2. Colorado Mass Choir – Stir up the gift
  3. SATB Choir – A Christmas blessing

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