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Amazing Child

Abstract

Settantadue bambini cantano il gospel, entusiasmano il pubblico venuto ad ascoltarli, commuovono e incantano una chiesa gremita per l’occasione.
Di seguito è possibile consultare un resoconto che descrive dettagliatamente il progetto.

Sommario

  1. Come un pittore
  2. La tela del silenzio
  3. Amico suono
  4. Tis little light of mine
  5. Il derby della lanterna
  6. Riconoscimenti
  7. Riferimenti

Come un pittore

Facciata esterna della scuola.

Con questo post desidero condividere un’esperienza relativa ad un progetto nel quale sono stato coinvolto da un gruppo di maestre dell’infanzia alquanto intraprendenti.

Per chiarire i presupposti di questa idea alla quale ho collaborato, è necessario fare una piccola premessa.
Al gruppo dei bambini frequentanti l’ultimo anno della scuola per l’infanzia Maria Immacolata di Feletto Umberto (Udine) fu proposto, quale lavoro conclusivo dell’anno scolastico 2018-2019, di provare a rappresentare il mondo tangibile delle cose e quello astratto delle emozioni attraverso lo spettro dei colori.

Il punto di partenza scelto dalle insegnanti si basava sul testo della canzone Come un pittore , scritta dalla formazione pop dei Modà ; da esso infatti i bimbi, in una prima fase, dovevano estrarre le informazioni relative a cose ed emozioni, per rappresentarne i contenuti, in un secondo tempo, mediante l’utilizzo dei colori indicati dal testo medesimo.
Al fine di mantenere vivo un progetto fondato sulla continuità didattica e nell’intento di non spezzare un filo con gli alunni da poco passati alla scuola primaria, il corpo docente, con l’affacciarsi dell’anno scolastico 2019-2020, mi ha chiesto di provare a condurre i bimbi all’interno del mondo dei suoni, per guidarli nel tentativo di rappresentare la realtà delle emozioni attraverso questo canale.

La tela del silenzio

Albero di natale addobbato con spartiti musicali anticati.

La prima cosa che abbiamo fatto, assieme alle maestre, è stata quella di definire alcune chiavi di lettura, dalle quali non avremmo dovuto mai discostarci.
L’intento principale era quello di far comprendere ai bambini che il silenzio può essere paragonato a una tela vuota sulla quale, con i colori rappresentati dai suoni, è possibile dipingere simbolicamente uno stato d’animo come ad esempio la gioia, la tristezza, la paura ecc.

Per poter compiere questo percorso abbiamo definito alcune modalità operative, proponendoci in primo luogo di non utilizzare per questa attività nessun tipo di supporto tecnologico. Abbiamo deciso inoltre di non avvalerci, almeno in una prima fase del percorso, di strumenti di natura armonica, quali per esempio la chitarra acustica o il pianoforte, e di far scoprire ai bambini la bellezza dello strumento più diretto e immediato conosciuto dall’uomo: la voce.

L’unica nostra concessione è stata quella di ricorrere costantemente al riferimento di uno strumento di natura ritmica e percussiva, un cajon, con il quale, ad ogni incontro avuto con i bambini, ci preoccupavamo di scandire in maniera continuativa e rigorosa il tempo.

Amico suono

Immagine di un cajon

Il timbro di un cajon, per sua natura, è determinato da un attacco immediato, un decadimento rapido, nessun sustain e una risposta in frequenza intorno ai cinquanta Hz. In pratica esso emette un suono secco, sordo e grave, paragonabile al rumore di una porta tagliafuoco che venga improvvisamente sbattuta.

Il primo passo è stato quello di vincere la diffidenza dei bimbi nei confronti di questa aggressione di origine acustica; alcuni di essi, infatti, alla provocazione di questa vibrazione profonda reagivano con un pianto convulso che, a volte, sconfinava in un sentimento di terrore.
Con garbo e abilità persuasive, abbiamo dovuto farli sedere sullo strumento uno a uno (si noti che i pargoli sono settantacinque), aiutandoli piano piano a familiarizzare con questo elemento di disturbo.
Una volta stabilito il rapporto di confidenza fra gli alunni – in particolare quelli più piccoli – e questa fonte sonora, è altrettanto ovvio che, per contro, i due problemi siano stati quello di distoglierli e – per quanto mi riguarda – quello di riappropriarmi dello strumento: il primo ostacolo, dunque, era superato.

This little light of mine

In questa ripresa, sto suonando il pianoforte digitale, interno della chiesa, in prossimità dell'altare.

Considerata la prossimità del Natale, sempre in accordo con il personale docente, abbiamo ritenuto di utilizzare quale banco di prova alcuni brani fra i più celebri e lineari appartenenti alla tradizione della musica Gospel.
Per due mesi e mezzo, i bambini hanno lavorato in maniera encomiabile reggendo, soprattutto nell’ultima fase, anche la cadenza di tre incontri settimanali di circa un’ora ciascuno. Gli unici loro riferimenti erano rappresentati dal suono del cajon e dalle voci guida delle insegnanti e mia.

Tis little light of mine, il primo brano dei quattro da noi affrontati, è uno degli Spirituals più conosciuti nel contesto di questa tradizione; esso si caratterizza per la struttura semplice, breve e ripetitiva.
Con i bimbi abbiamo, in prima battuta, provato a sviscerare il significato del testo, partendo da un semplice e fondamentale quesito: chi di voi ha paura del buio?
Stabilito che tutti avevano paura del buio – anche le maestre -, abbiamo tentato di far passare il concetto che dentro ognuno di noi c’è una piccola luce – This little light of mine -, alla quale dobbiamo permettere di rischiarare i nostri pensieri – I’m gonna let it shine -; dobbiamo impegnarci a portare questa lanterna ovunque noi andiamo – Every where I go – e, infine, dobbiamo fare in modo che essa illumini il nostro cammino e quello delle persone che ci sono più vicine: genitori, compagni, parenti ecc – Let it shine, for you and me -.

Abbiamo mantenuto lo stesso schema operativo in funzione dell’apprendimento di tutti i canti scelti per la realizzazione del progetto: spiegazione dei testi, focalizzando l’attenzione dei bimbi in modo specifico sugli aspetti religiosi in essi contenuti e sul corretto approccio linguistico riferito alla pronuncia inglese dei medesimi, interiorizzazione delle linee vocali mediante la ripetizione ciclica e ossessiva di piccole cellule melodiche, coinvolgimento corporeo all’interno dell’elemento ritmico proprio di questa tradizione musicale.

Il derby della lanterna

Facciata della chiesa diS. Antonio Abate

Il progetto ha vissuto il suo momento di massimo splendore – ci sia consentito l’aggettivo, poiché nella circostanza è quello più consono – il 17 dicembre 2019, quando 72 bambini – qualche assenza c’era, ma era ampiamente giustificata -, indossando una vestina cucita su misura in funzione dell’evento, hanno illuminato a giorno con la loro presenza e con altrettante lanternine la chiesa di S. Antonio Abate, in Feletto Umberto, lasciata temporaneamente nella completa oscurità.

Inquadratura del coro posizionato sulla gradinata dell'altare

I piccoli artisti sono stati accolti da autorità, parenti, amici e, soprattutto, da una ventina di elementi della corale The Messengers Mass Choir, i quali hanno assolto magistralmente al compito di fare, per l’occasione, da sezione responsoriale ai versetti antifonici intonati dagli aspiranti gospel singers, come è d’obbligo fare quando si sceglie di pregare nel rispetto delle convenzioni imposte da questa tradizione.

Il risultato è stato – a detta di tutti – qualcosa di straordinario e commovente; la chiesa era gremita all’inverosimile dai genitori e parenti dei bambini in primo luogo, ma anche da concittadini interessati all’iniziativa, da qualche curioso attratto solamente da tanto fermento e da molti sostenitori delle attività promosse dalla scuola per l’infanzia Maria Immacolata di Feletto Umberto, presidio educativo di eccellenza, presente sul territorio da più di quarant’anni.
Ciò non può che riempirci di soddisfazione, poiché questo indicatore sta a significare che, grazie al coinvolgimento di molte risorse umane e professionali, evidentemente abbiamo lavorato bene.

Riconoscimenti

Maestra Anna, maestra Fiamma, maestra Mara, maestra Monica e maestra Valentina assieme a me ringraziano:

  • la signora Adelina – per aver amorevolmente tagliato e cucito ogni singola vestina indossata dai bambini
  • Tommaso – per aver dedicato parte del suo prezioso tempo libero, alla realizzazione del regalo di Natale confezionato dai bambini
  • Andrea – per aver catalogato le panche della chiesa, in funzione degli addobbi ammirati nel corso dell’evento.
  • Rita, Fabrizia e Anita – per non aver fatto mai mancare a noi tutti il loro sostegno concreto e affettivo.

Nota di redazione:
Le informazioni riprodotte all'interno di questo articolo sono state sottoposte all'ultima revisione mercoledì 12 Febbraio 2020.

Riferimenti

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