Hashtag AperiBraille

Premessa

Foto artistica di mani che leggono il codice Braille

In una delle mie prime pubblicazioni presenti in questo spazio, Dall’hard bop all’hard disk , svelai qualche particolare relativo all’attività di consulente per la disabilità visiva che svolgo dall’anno 2002.

Fra i molti aspetti che definiscono l’ambito delle mie competenze, ce n’è uno che riguarda l’insegnamento del metodo Braille.
Nel corso del tempo però, devo riconoscerlo, ho avuto poche occasioni di istruire qualcuno nell’apprendimento di questo genere di scrittura.

Fra i vari progetti presenti all’interno delle pagine dedicate all’Ufficio H, ce n’è uno che si chiama Toccare il pensiero , ma si tratta di un riferimento solitamente poco consultato.

Questo andamento si è dimostrato valido per lo meno fino a qualche mese fa, poiché – in modo assolutamente imprevedibile – qualcosa è all’improvviso mutato ed è di ciò che desidero parlare, sperando di non risultare troppo prolisso e autocelebrativo.

Dedica

Dedico questi pensieri a Tiziana, Sara, Rebecca, Nunzia e dario, che si sono impegnati oltre ogni mia aspettativa al fine di acquisire uno strumento che probabilmente non utilizzeranno mai, ma che certamente li renderà – se ciò è possibile – degli insegnanti ancora più qualificati, attenti e sensibili.

Facciamo il punto

Screenshot di una schermata Whatsapp.

La foto qui accanto mostra lo screenshot di una schermata WhatsApp visibile sul mio smartphone; si tratta – incredibile a dirsi – di una chat di gruppo, la quale conta 6 partecipanti legati da un comune oggetto: l’alfabeto Braille.
Ne parlo poiché ancora oggi, a distanza di qualche mese, non mi sono assuefatto all’idea.

Nel mese di aprile 2018, all’interno delle attività da me svolte presso l’Ufficio H della Comunità Piergiorgio ONLUS di Udine, ipotizzammo la possibilità di istituire dei corsi volti all’apprendimento del codice Braille, da destinare a insegnanti di sostegno o curricolari di scuola primaria e secondaria.
Beh! Tutto mi sarei atteso; nella migliore delle ipotesi contavo sulla realizzazione di un modulo dedicato al massimo ad una decina di persone.

In questa foto i corsisti sono seduti al tavolo mentre si esercitano nella lettura.

In un momento storico nel quale il linguaggio Braille – nonostante gli sforzi riconosciuti a livello istituzionale – sta subendo una progressiva dismissione quale metodo di accesso alla conoscenza da parte dei privi della vista, come potevo anche solo sperare in una risposta così ampia da parte di persone che, molto probabilmente, il metodo Braille non lo utilizzeranno mai?
La campagna informativa si è basata in pratica esclusivamente sul passaparola ed ecco fatto: in data 2 luglio 2019, il primo corso di alfabetizzazione relativa al sistema Braille ha avuto inizio, concludendosi con soddisfazione di tutti – formatore compreso – in data 23 luglio.

In questa foto scattata in autostrada si vede una macchina che effettuando una manovra non permessa rischia la collisione con il veicolo dei corsisti.

Cosa dire a proposito di un gruppo di insegnanti che, evidentemente non demotivati a sufficienza dalle difficoltà del loro lavoro, sono disposti a percorrere in macchina circa un’ottantina di chilometri fra andata e ritorno, nel momento in cui potrebbero essere al mare o in montagna con pieno diritto?
Si consideri che, per essere presenti alll’ultimo incontro, questi eroi hanno sopportato più di quaranta minuti di coda sull’autostrada A4, senza battere ciglio e facendo ritorno a casa perfettamente in grado di decodificare un testo scritto nell’alfabeto Braille utilizzando solamente il senso del tatto!

A questo gruppo di irriducibili poi va dato atto che, attraverso il passaparola, è riuscito a fare in modo che il mio “portafoglio ordinativi” relativo a questa attività risulti particolarmente ricco; si pensi che la lista di attesa conta un numero di potenziali apprendisti pari a oltre quaranta iscrizioni: ma siamo pazzi?

L’interesse per il codice Braille da parte di chi vede, in tutta evidenza, è inversamente proporzionale a quello che attualmente viene espresso da chi non vede.

Una splendida conoscenza

Schermata della mappa di Google che mostra la situazione del traffico sull'autostrada A4.

La creazione di una chat denominata Hashtag AperiBraille è solamente la conseguenza di uno star bene assieme.

Nel corso di poche settimane, infatti, abbiamo lavorato, molto; abbiamo condiviso buon cibo, moderatamente e solo nelle pause; ci siamo raccontati e messi in discussione facendo – come si usa dire – “gruppo”: che bello, un’esperienza forte e qualificante, il merito della quale è pienamente attribuibile agli straordinari “allievi”, i quali hanno deciso di compiere questo percorso conoscitivo al fine di acquisire – come loro affermano – “una splendida conoscenza in più”.

Un ultimo dato di cronaca che desidero rilevare è la provenienza della maggioranza degli iscritti ai corsi proposti dal servizio.
Lo zoccolo duro dei discenti, infatti, proviene dalla cittadina di Cervignano del Friuli e dintorni; una località, questa, incastonata fra la fortezza veneta secentesca di Palmanova, l’antica e balneare Grado e il sito di età romana che costituiva il patriarcato di Aquileia.

Di Cervignano del Friuli – se la memoria non mi inganna -, ricordo solamente che la sua stazione ferroviaria compare in uno straordinario fil di Mario Monicelli e interpretato da Vittorio Gassman e Alberto Sordi: “La grande guerra”.
Per quanto mi riguarda, in modo assolutamente arbitrario, mi sento di attribuirle l’onorificenza di capitale della lettura e della scrittura Braille del Friuli Venezia Giulia.

Riconoscimento

I corsisti sono inquadrati mentre stanno leggendo un testo Braille.

Desidero esprimere infine un riconoscimento a Stefano Scarafile, per il preziosissimo lavoro di segreteria da lui svolto nell’arco di parecchi mesi; senza il suo impegno, infatti, lo svolgimento di questa attività non sarebbe stato possibile: grazie!

Supper’s ready

Citazione

…Hey babe your supper’s waiting for you…

Foxtrot Genesis 1972

Il pranzo di Babette

Vassoio degli antipasti: contiene del salmone ripieno di crema al formaggio, voulevant farciti con paté di orata ecc.

Molti anni fa oramai, durante la visione del film “Il pranzo di Babette”, l’illusione acustica provocata dagli effetti audio inseriti nella pellicola innescarono una reazione a catena che coinvolse il mio senso dell’olfatto; esso, infatti, rimase a sua volta vittima di un’illusione percettiva che mi indusse ad avvertire profumi collegati al cibo del tutto inesistenti, frutto – evidentemente – di una mente totalmente in preda ad un forte condizionamento.

La suggestione fu così potente che, al termine della proiezione, mi alzai dalla poltrona sulla quale ero comodamente adagiato con un fortissimo senso di appetito; è chiaro che la storia – anche senza l’ausilio del canale visivo del quale, per ovvi motivi, io non posso avvalermi – si manifestava in tutta la sua forza narrativa.

La sera del 31 maggio 2019 ho avuto modo di ripensare a questo capolavoro cinematografico; ciò che ha richiamato alla mente i suoi contenuti è stato un normalissimo invito a cena pervenutomi da una cara amica.

Un semplice invito, una cena fra amici, un fatto che non dovrebbe probabilmente neppure essere reso pubblico, in virtù degli intrinseci caratteri di riservatezza che esso riveste.

A volte, però, accade che alcuni vissuti personali vadano oltre la soggettività e contengano in sé elementi di oggettività talmente palesi da giustificarne la divulgazione.

Bettina in cucina

Riso integrale con asparagi e gamberetti, alcuni piccoli asparagi a bordo piatto e alcuni gamberoni guarniscono la pietanza

“Bettina in Cucina” è stato un programma televisivo prodotto, realizzato e condotto dall’amica e attrice Bettina Carniato.
Per otto anni consecutivi, questa rubrica ha caratterizzato una emittente locale per il Friuli Venezia GiuliaTelefriuli – e ha costituito un format innovativo e pionieristico nell’ambito dell’offerta della programmazione dedicata al tema dell’arte culinaria, che oggi è all’ordine del giorno all’interno di qualsiasi palinsesto televisivo che si rispetti.

Venerdì 31 maggio, “Bettina in cucina” ha fatto dono della sua capacità di combinare sapori e ingredienti ad un numero ristrettissimo di commensali; ci ha raccontato che suo nonno, parlando di lei, affermava orgogliosamente che sarebbe stata in grado di inventare un piatto avendo il frigorifero vuoto: capacità non da poco direi.

Cucinare uno standard

Porzione di pesce spada impanato con semi tritati contornato da piccoli tortini di patate ripieni.

Uno degli elementi costitutivi della musica jazz è l’improvvisazione; essa si configura come la capacità di ricombinare elementi musicali appartenenti, per esempio, ad uno standard, scomponendo, alterando, spostando, destrutturando e ricostituendo idee melodiche, procedimenti armonici o pulsazioni ritmiche.

Questo è ciò che, a parere di tutti gli invitati a casa di Bettina, lei ha realizzato, proponendo alcune portate che hanno suscitato stupore per l’arditezza degli accostamenti che hanno colpito la globalità dei sensi, investendo l’aspetto visivo, gustativo, olfattivo e, incredibile a dirsi, tattile.

Ora mi è più chiaro il perché, con una certa frequenza, nelle biografie dei grandi jazzisti, vengono svelate bellissime amicizie fra il musicista e uno chef di qualche club dove si faceva musica; quest’ultimo riservava spesso degli assaggi speciali all’artista, consumati preferibilmente in una zona d’ombra.

Forse, la spiegazione di questa particolare relazione sta proprio nella capacità che un musicista di jazz ha nel comprendere e condensare gli aspetti improvvisativi che caratterizzano una produzione, che sia essa dedicata agli occhi, all’udito o al palato.

Gossip

Base di pan di Spagna con farcitura di crema al limoncello; sulla superfice della torta sono adagiati alcuni oggetti in 3D realizzati con pasta di zucchero: un microfono, un sassofono, una tastiera di pianoforte e un missile della NASA.

Alla cena hanno preso parte persone le quali, per diverse ragioni, compaiono con una certa frequenza all’interno di questo spazio e non penso che avranno nulla da ridire se ne svelo la presenza.

Bettina, assieme al figlio Federico – giovane e promettente stilista – e al compagno Alessandro, ha accolto Barbara Errico, Mauro Ferrari con la sua splendida mamma e me.

Penso di interpretare il pensiero comune se, in conclusione, esprimo a Bettina la mia ammirazione e gratitudine, prendendo a prestito una citazione tratta dal lungometraggio di cui parlo al principio di questo post:

In paradiso sarete l’artista che Dio voleva che voi foste: incanterete gli angeli.

Grazie Bettina!

Ulteriori contenuti

Foto dell'attrice Lella Costa.

Lella Costa legge il racconto di Karen Blixen dal quale è stata tratta l’opera cinematografica citata nel presente articolo.

Ascolta il brano dal quale ho tratto la citazione iniziale e che da il titolo a questo post.

Pieve di Rosa 2018 Video

Foto di fine concerto mentre raccogliamo gli applausi in piedi di fronte al pubblico

A distanza di alcuni mesi da uno dei più suggestivi concerti tenuti nel corso degli ultimi 20 anni da uno dei miei “progetti” più longevi, rendo pubblica una piccola clip video che gentilmente l’amica Gabriella Cecotti – referente per il progetto “Musica in villa” – mi ha fatto pervenire.

Discantus

Il concerto ha avuto luogo nella chiesa di Pieve di Rosa di Camino al Tagliamento il 26 Luglio 2018.
All’evento , con grande gioia da parte di tutti, ha partecipato, in qualità di ascoltatore, il costruttore dell’organo maestro Gustavo Zanin.
Le immagini utilizzate nel video sono state realizzate dall’amico Luca D’Agostino /Phocus Agency ©

Presentazione video

Riferimenti

Solidarietà in Rete Gallery

Ho appena ricevuto il premio, alla mia destra c'è il presidente del comitato, alla mia sinistra ci sono Lorena e la referente scolastica dell'iniziativa.

Le fotografie presenti all’interno di questa galleria sono state scattate in occasione della manifestazione “Solidarietà in rete 2019”, un’iniziativa promossa dal comitato Sport Cultura Solidarietà .

Il progetto rientra all’interno di un’iniziativa che ha quale obiettivo la promozione e la sensibilizzazione degli studenti rispetto al tema della disabilità.

Se parli d’altro parli di te…

  • Lorena Favot – vocalist
  • Mauro Costantini – Relatore e pianista

La chermesse ha avuto luogo il 27 marzo 2019.
Le foto presentate sono state realizzate da Paolo Sant.

Nota
Sono grato a mia figlia Cry poiché grazie all’acuratezza delle sue didascalie anche i non vedenti – mediante la vocalizzazione dello screen reader – potranno apprezzare i particolari delle immagini proposte.

Galleria fotografica

Riferimenti

Premio Melograno d’Argento

Premessa

Il presidente del comitato ha in mano l'astuccio con il premio, al suo fianco ci sono io e Lorena è alla mia sinistra.

All’interno di questo spazio web, in coda alla pagina nella quale mi presento, descrivo per sommi capi un progetto che ho allestito qualche anno fa e periodicamente riveduto e corretto.

…Dal 2015, grazie all’interazione fra la Comunità Piergiorgio ONLUS e una rete di associazioni attive sul territorio nell’ambito della promozione sociale e culturale, sono impegnato nella divulgazione di un progetto che fonde il tema della musica con quello della disabilità.

Il progetto, in forma di recital colloquiale, è già stato proposto in diverse scuole delle province di Udine, Gorizia e Trieste.

I fatti

Il 27 marzo 2019, accogliendo con gioia l’invito del comitato Sport Cultura Solidarietà , ho avuto modo di riproporre l’idea ad un nutrito gruppo di studenti frequentanti la classe 2a media inferiore presso il comprensorio scolastico di Tricesimo e Reana del Rojale.

Per quasi due ore ho intrattenuto i ragazzi, parlando loro delle implicazioni derivanti dal fatto di nascere ciechi più di cinquant’anni fa, in una zona – all’epoca ancora rurale – della bassa pianura del Friuli Venezia Giulia.
E per quasi due ore i ragazzi mi hanno sorpreso, dimostrandosi attenti, coinvolti, rispettosi e autentici.


Di seguito, riporto il comunicato stampa che ha sintetizzato lo svolgimento dell’evento.

Comunicato stampa

Mauro Costantini si racconta ed emoziona studenti e persone con disabilità

Premio Melograno d’Argento al musicista non vedente che invita i ragazzi a “seguire il proprio aquilone con fantasia ed intelligenza del cuore”
Il presidente del comitato mi sta porgendo il premio, io sono al suo fianco, Lorena è alla mia sinistra e mi sta applaudendo.

Udine, 27 marzo 2019 – Mattinata intensa ed emozionante per gli studenti e le persone con disabilità che, nell’ambito della kermesse “Solidarietà in Rete 2019” promossa dal Comitato Sport Cultura Solidarietà, hanno avuto modo di conoscere Mauro Costantini, musicista non vedente dalla nascita.

Un racconto in prima persona, diretto ed emozionante, quello di Mauro che con il supporto di slide ed episodi tratti dalla vita di Ray Charles, artista di fama internazionale la cui vita ha numerose affinità con quella di Costantini, ha coinvolto il pubblico in una storia tutt’altro che triste, lanciando un messaggio di speranza alle giovani generazioni, che ha invitato “a seguire il proprio aquilone con fantasia e intelligenza del cuore”.

Sul palco Lorena Favot – compositrice, vocalist, cantante jazz e vocal coach – che con la sua voce ha accompagnato il pubblico nella vita di Mauro, nato nella rurale bassa friulana degli anni ’60, dove la cecità costituiva un problema e comportava l’emarginazione.

All’età di 5 anni, la famiglia prende la decisione sofferta di affidarlo all’istituto C. Rittmeyer di Trieste, dove intraprende il corso di studi e scopre la passione per la musica; un percorso non facile, specie per i genitori verso cui Mauro esprime un enorme gratitudine per avergli offerto la possibilità di formarsi e di costruirsi un futuro.

La mia non è una storia speciale, ma in questo spettacolo mi metto in gioco, con coraggio e gioia e penso che questo venga percepito

afferma Costantini impegnato presso la Comunità Piergiorgio ONLUS come istruttore informatico per non vedenti ed ipovedenti.

L’adulto non deve imporsi, ma condividere sì, credendo nei giovani e accompagnandoli in un percorso che vada oltre i luoghi comuni e le convenzioni.

Filosofia in linea con quella del Comitato Sport Cultura Solidarietà , presieduto da Giorgio Dannisi, che consegnato a Mauro il premio “Melograno d’Argento per il Sociale” istituito per omaggiare chi con le buone pratiche si è contraddistinto a favore della cultura socio-solidale.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con i Comuni di Reana del Rojale e Tricesimo, a cui si affianca il locale Istituto Comprensivo, con cui da nove anni è stata stabilita una stretta collaborazione allo scopo di trasmettere ai giovani messaggi e valori che ne arricchiscono il bagaglio formativo in campo socio-solidale.




Il Presidente
Giorgio Dannisi

Ringraziamenti

Ho appena ricevuto il premio, alla mia destra c'è il presidente del comitato, alla mia sinistra ci sono Lorena e la referente scolastica dell'iniziativa.

Ringrazio lo staff del comitato Sport Cultura Solidarietà , a partire dal presidente Giorgio Dannisi, che ha riposto la sua fiducia in questa idea praticamente a scatola chiusa.

Dedico un riconoscimento particolare per il lavoro svolto in sede organizzativa a Giulia Pillinin, Alessandro Ivaldi e Cristina Zilli, a quest’ultima – per me un fondamentale riferimento – devo il merito di molti obiettivi raggiunti come uomo e come professionista.

Rivolgo un pensiero affettuoso agli studenti e al corpo insegnanti per l’accoglienza e il calore dimostrati nei miei riguardi.

Un attestato di gratitudine, desidero esprimerlo nei confronti della dott.ssa Gabbriella Miceli – la Gabri -, imprescindibile amica, e della prof.ssa Monica Tosolini, docente attenta e sensibile, per aver collaborato con preziosi consigli e suggerimenti alla selezione dei contenuti da me proposti ai ragazzi.

Esprimo, infine, la gioia per aver potuto impreziosire questo progetto avvalendomi del coinvolgimento umano e professionale di Lorena Favot – la Lory -; all’amica di una vita: grazie!

Riferimenti

Si Fa per diRe 2018 Gallery

Mauro Ferrari pizzicato mentre si affaccia da dietro le quinte.

Le fotografie presenti all’interno di questa galleria sono state scattate in occasione della manifestazione “Si Fa per Dire” , un evento a scopo benefico promosso dalla Comunità Piergiorgio onlus.

Il progetto rientra all’interno di un’iniziativa che ha quale obiettivo la raccolta fondi al fine di sostenere la realizzazione di uno spazio ludico dedicato ai bambini con bisogni comunicativi complessi: Comunicazione Aumentativa Alternativa.

Mauro Ferrari – Organ Madness

Il concerto si è svolto presso il teatro Giovanni da Udine il 17 Novembre 2018.

Le foto presentate sono state realizzate dall’amico Luca D’Agostino /Phocus Agency ©

Galleria fotografica

Riferimenti

Si Fa per diRe 2018

:

Genesi

Mauro Ferrari pizzicato mentre si affaccia da dietro le quinte.

Esattamente il 18 dicembre 2017, dopo una performance tenutasi di fronte a più di mille ricercatori impegnati in ambito farmaceutico che ha avuto luogo a Roma, presso il centro congressi “La Nuvola” di Massimiliano Fuxas, con sede in zona Eur, nasceva l’idea di portare a Udine il progetto che da qualche anno l’Organ Madness, mia formazione storica in ambito musicale, assieme allo scienziato Mauro Ferrari propone con una certa periodicità dinanzi a comunità scientifiche, a gruppi selezionati di manager o economisti, e platee di ascoltatori più ampie all’interno di stagioni concertistiche e teatrali.

Il 17 novembre 2018, presso il teatro Giovanni da Udine, si è concretizzato un anno di lavoro e di impegno, sostenuto da molte persone le quali si sono spese per la buona riuscita di un evento che, a bilancio consuntivo, può essere collocato, senza ombra di dubbio, nella sfera delle manifestazioni caratterizzate dai grandi numeri, dall’intrinseca unicità, poiché per loro natura irripetibili, e dall’impressionante impatto emozionale che, talvolta, grazie anche a un fortunato concorso di circostanze, esse producono sui partecipanti.

Finalità

Mauro Ferrari fa il suo ingresso sul palco accolto dalla presentatrice Bettina Carniato.

Quello che ci eravamo proposti era un obiettivo ambizioso: mettere al servizio della creazione di un Polo interamente dedicato alla Comunicazione Aumentativa Alternativa un progetto che combinasse in una sintesi elementi artistici con prerogative scientifiche.

Lo scopo da noi fortemente perseguito è stato quello di reperire un cospicuo finanziamento, da investire nella creazione di uno spazio adeguato rivolto ai bambini, uno spazio ludico destinato al gioco e al divertimento.

L’evento

Ripresa frontale del quintetto durante il recital.

Non è mio compito esprimere valutazioni in merito alla riuscita o meno dell’iniziativa; verrei, infatti, a trovarmi in uno spiacevole conflitto di interessi, poiché coinvolto nel doppio ruolo di organizzatore e, allo stesso tempo, di prestatore d’opera in qualità di artista autoconvocato per l’occasione.

A questo proposito, metterò a vostra disposizione altri riferimenti, i quali hanno già ampiamente provveduto a dare conto relativamente allo svolgimento della manifestazione. Il dato incontrovertibile, però, è rappresentato dagli straordinari risultati ottenuti in termini di visibilità mediatica, di partecipazione e consenso tributato all’evento e di pieno successo economico riscontrato dalla raccolta fondi promossa nella circostanza.

A me, piuttosto, spetta il compito di raccogliere simbolicamente il lascito prodotto dalla realizzazione di questo evento e consegnarlo a coloro che si occuperanno dell’effettiva concretizzazione del progetto per il quale è stato raccolto il finanziamento in occasione di questa serata.

Riconoscimenti

Ripresa frontale del quintetto dopo il concerto.

A corollario di questo bilancio consuntivo, non mi rimane che inviare un sincero e affettuoso grazie a tutti voi che, con la vostra sensibilità e in svariate forme, avete contribuito al pieno raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo posti oramai un anno fa; a voi rinnovo anche l’auspicio, da me già espresso nell’articolo di presentazione dell’evento, augurandovi, semplicemente, una buona comunicazione.


Grazie!

Riferimenti

Accedendo ai collegamenti riportati di seguito sarà possibile consultare la newsletter della Comunità Piergiorgio ONLUS dedicata all’evento e alla galleria fotografica presente all’interno di questo spazio e realizzata con gli scatti di Luca D’Agostino al quale va il mio sincero e affettuoso ringraziamento.

Per maggiori informazioni relative all’iniziativa, inoltre, è possibile consultare l’articolo che promuoveva l’evento in occasione della sua realizzazione.

Fra Musica e Scienza

:

Premessa

Simbolo usato nella comunicazione aumentativa alternativa al fine di esprimere l'invito a giocare.

In prima battuta, mi rivolgo a tutti coloro che – bontà loro – solitamente leggono i contenuti di questo spazio, si muovono per ascoltarmi suonare o mi seguono nelle attività didattiche e formative che svolgo nei vari ambiti di mia competenza.

Desidero, infatti, raggiungere con questo post il maggior numero di persone possibile, per informarle riguardo ad un’iniziativa alla quale, da molti mesi oramai, il team dell’Ufficio H, amorevolmente guidato dalla referente sig.ra Cristina Zilli, sta lavorando con impegno ed entusiasmo.

Finalità

quello che ci siamo proposti è un obiettivo ambizioso: la creazione di un Polo interamente ddedicato alla Comunicazione Aumentativa Alternativa, dove bambini con bisogni comunicativi complessi possano trovare operatori esperti e preparati e dove gli stessi operatori possano, a loro volta, trovare altri professionisti di alto livello, per approfondire temi e argomenti inerenti i bisogni comunicativi.

Non solo! Vorremmo che fosse un centro che accolga anche genitori, educatori e insegnanti, che per qualsivoglia motivo abbiano incontrato o vivano una condizione di disabilità.

La prima pietra di questo progetto è quella di creare uno spazio adeguato, uno spazio ludico destinato al gioco e al divertimento.
Spesso i bambini con BCC vivono una condizione di isolamento, che li relega in una assordante solitudine.

Nostra volontà, quindi, è quella di riempire questa solitudine con l’aiuto dei genitori, degli amici e di tutti coloro che abbiano voglia di mettersi “IN GIOCO”.

Per poterlo fare, abbiamo bisogno di strumenti, giochi, software e molto altro.
Il valore complessivo dell’intero progetto si aggira intorno alla cifra di 50.000€; nostra intenzione è quella di iniziare a raccogliere una prima parte di questa somma con le modalità che illustrerò di seguito.

L’idea

Simbolo usato nella comunicazione aumentativa alternativa al fine di comunicare che, all'interno di un gioco, in quel momento, tocca a me.

L’idea di realizzare un Polo dedicato alla Comunicazione Aumentativa Alternativa nasce dall’incontro tra l’associazione Or.S.A e la realtà dell’Ufficio H.

Or.S.A. è l’organizzazione che riunisce le famiglie con bambini affetti da Sindrome di Angelman, una malattia del neuro sviluppo.

I bambini affetti dalla SA presentano bisogni comunicativi complessi e necessitano pertanto di ausili e strumenti di comunicazione altamente personalizzati per interagire con il resto del mondo .

Allo scopo di realizzare questo progetto, stiamo promuovendo una campagna volta al reperimento di fondi; il momento più significativo di questo percorso sarà rappresentato da una serata, che avrà luogo il 17 Novembre presso il teatro Giovanni da Udine, con la speranza di riempirlo.

Il programma della serata, oltre ad una breve presentazione della Comunità Piergiorgio e del progetto, proporrà un recital fra parole e musica tenuto da una delle mie storiche formazioni musicali; l’Organ Madness , con ospite il ricercatore di fama internazionale dott. Mauro Ferrari, che interagirà con la band suonando il sassofono e sviluppando una narrazione che avrà quale filo conduttore il tema della comunicazione.

Mauro racconterà e si racconterà, si muoverà con la sua narrazione fra i confini di musica e scienza, parlerà di etica nella ricerca scientifica e aggiornerà l’ascoltatore sulle nuove frontiere delle nano tecnologie in ambito oncologico.

La storia

Simbolo usato nella comunicazione aumentativa alternativa al fine di esprimere l'invito a giocare ancora.

Questo connubio, fra scienza e musica, non è una novità.
Già da qualche anno, infatti, l’Organ Madness ha avviato una collaborazione con questo straordinario scienziato; il format, in forma sperimentale, è stato sviluppato di fronte a tipi di pubblico omogenei e non, poiché, in ambito nazionale, l’idea è stata proposta con successo a comunità scientifiche, a gruppi di ascolto con competenze prevalentemente economiche e manageriali, in ambito divulgativo all’interno di stagioni concertistiche e teatrali.

Si fa per dire

Barbara Greco, Barbara Porcella, Cristina Zilli, Daniela Facchinetti, Enrico Pin, Giulio Cerno, Lucia Pressacco, Sylvie Del Vaille e Sabrina Degano – Ufficio H – assieme a me hanno pazientemente tessuto la trama dei fili di un lungo lavoro che ci ha portati fino alla costruzione di questo evento, che abbiamo pensato di intitolare: “Si Fa per di Re”.

Mauro Ferrari – uomo di scienza e fede -, Daniele D’Agaro , Denis Biason e Alessandro Mansutti – che con me costituiscono l’Organ Madness – hanno accettato – senza riserve, con entusiasmo e generosità – di mettere al servizio di questa causa il loro valore umano e professionale e di seguirmi in questa avventura artistica e divulgativa.

D’altra parte, chi di voi potrà e desidererà essere presente, in completa simbiosi e sinergia con tutti i soggetti fino a qui elencati, avrà modo di contribuire al successo di questo progetto con la propria personale adesione e partecipazione.

Simbolo usato nella comunicazione aumentativa alternativa al fine di comunicare che, all'interno di un gioco, in quel momento, tocca a te.

La serata sarà presentata dall’amica Bettina Carniato – attrice riconosciuta, presentatrice televisiva e speaker radiofonica – che, come le persone precedentemente citate, si è votata alla causa senza porre alcuna domanda, fidandosi semplicemente di una spiegazione sommaria, ricevuta nel corso di una breve e sintetica telefonata.

La manifestazione si svolgerà in due momenti e avrà un carattere molto definito e lineare.

La prima parte comprenderà un cappello istituzionale, la presentazione del progetto, alcune brevi riflessioni e uno spazio musicale proposto dall’ Organ Madness .

La seconda parte sarà interamente dedicata alla performance di Mauro Ferrari, che svilupperà le sue narrazioni fra parole e musica, corredandole con la proiezione di inserti audiovisivi e lasciandole commentare, in una sorta di work in progress, dall’ Organ Madness Group.

All’ingresso, per i presenti, una gradevole sorpresa.

Sostenitori Simbolo usato nella comunicazione aumentativa alternativa al fine di comunicare che, all'interno di un gioco, ho vinto io.

Voi tutti sapete quanto sia difficile accreditarsi presso soggetti pubblici o privati, al fine di chiedere un sostegno di natura economica; non vi costerà un grande sforzo, quindi, immaginare la quantità di messaggi inviati e di telefonate evase da parte del team dell’Ufficio H nell’arco di questi ultimi due mesi.

A proposito di questo argomento, però, desidero qui raccontare un’esperienza personale, che mi ha costretto a cambiare improvvisamente l’angolazione della mia visuale e ha scardinato alcuni concetti che, dentro di me, davo oramai per acquisiti e immutabili nel tempo.

Devo tutto ciò all’incontro con la signora Maria De Rosa, una persona che improvvisamente, qualche settimana fa, ha spalancato la porta del mio ufficio e, con estrema simpatia e giovialità, dimostrando una solidità morale assai rara e trasparente, forse comprendendo il mio scoramento ai limiti della disperazione, mi ha semplicemente illuminato, affermando che i responsabili marketing delle aziende, delle banche, degli enti pubblici e privati dovrebbero smetterla di utilizzare il termine “beneficenza”; a suo avviso, infatti, la definizione giusta dovrebbe essere “investimento a fini sociali”, poiché – sempre seguendo il suo ragionamento – a chiunque, suo malgrado, potrebbe capitare di ritrovarsi coinvolto nella situazione di dover gestire un figlio o un nipote disabile.

Con le sue parole, la signora De Rosa mi ha semplicemente rimesso in gioco e ha rinvigorito il mio entusiasmo e la forza di credere in questa idea.
Ho ripreso ad inviare e-mail, a scrivere messaggi e a contattare telefonicamente persone, amministrazioni, istituti di credito e aziende piccole e grandi; l’ho fatto come in precedenza, ma ispirato da una nuova visione prospettica: grazie Maria!

Conclusione

Simbolo usato nella comunicazione aumentativa alternativa al fine di dichiarare l'avvenuta conclusione di un gioco.

Al contrario di quanto recita il titolo di questa sezione, spero che il passo che stiamo per compiere determini solamente il principio di un percorso che si riverberi nel tempo, si amplifichi e si espanda, coinvolgendo istituzioni, soggetti pubblici e persone comuni, al fine di promuovere e raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.

Ringraziamenti

Esprimo, infine, il mio personale e affettuoso grazie a tutti coloro che hanno già offerto il loro contributo, affinché sia possibile gettare le basi sulle quali edificare concretamente questo progetto e, anticipatamente, ringrazio tutti quelli che vorranno e potranno essere presenti il 17 novembre 2018, alle 20:30, presso il teatro Giovanni da Udine.

Buona comunicazione, di qualunque tipo essa sia!

Comunicazione simbolica

Le immagini proposte in questo articolo rappresentano alcuni degli strumenti simbolici utilizzati dai bambini con Bisogni Comunicativi Complessi (B C C).
Per consultare la documentazione relativa al significato e alle applicazioni di questo repertorio, accedi al collegamento riportato di seguito. What are symbols?

Si avvisa che le immagini, inoltre, sono tutelate dal copyright: Widgit Symbols © Widgit Software 2002 – 2019.

Appendice

Accedendo ai collegamenti riportati di seguito sarà possibile consultare l’articolo dedicato al bilancio consuntivo dell’evento in oggetto e visualizzare la Galleria fotografica.

Frammenti di memoria

Immagine di un bambino addormentato con il capo appoggiato sulla testa di un cavallo disteso

Il contenuto delle righe che seguiranno esula dagli argomenti ai quali questo spazio è solitamente riservato; mi prendo la libertà, per un momento, di sospendere il flusso del tempo poiché avverto l’urgenza interiore di svolgere una breve riflessione riguardante un recente avvenimento il quale ha sconvolto l’esistenza di molte persone a me care rendendo, in tal modo, pubblico ciò che – forse – dovrebbe rimanere privato, intimo e nascosto.

Dedichiamo questi scarni pensieri a Lara e Sergio.

Ciao Simone,
quando ripensiamo a te, il nostro ricordo va a una assolata mattina di più di dieci anni or sono.

Poco più che un bambino, tu montavi a pelo il tuo piccolo, nuovo destriero; lui però, non ancora troppo avvezzo ai rapporti con gli umani, ad un certo punto scartò bruscamente disarcionandoti e dissolvendosi velocemente – come nel più classico dei fumetti – in una nube di polvere.

Ti vedemmo rialzare gettando il cuore oltre l’ostacolo e, senza preoccuparti troppo dell’umiliazione patita, metterti all’inseguimento del cavallino per ristabilire le gerarchie e l’ordine delle cose nell’arco di qualche breve istante.

Ti abbiamo osservato nel corso degli anni cavalcare – sempre anticipando i tempi – strumenti meccanici di ogni genere: grandi trattori e gigantesche trebbiatrici con le quali, come un eroe di altri tempi, soggiogavi campi e pianure.

Non possiamo sapere cosa possa essere accaduto, in questo ultimo periodo, di così grave e irreparabile, al punto da non concederti un’alternativa rispetto alla scelta estrema e definitiva che hai deciso di perseguire.

Non possiamo neppure immaginare cosa possa recidere in maniera così perentoria, categorica e senza appello i sogni e le speranze di un ragazzo di soli ventiquattro anni.

Non abbiamo la minima idea del perché, come quella mattina, tu non abbia avuto la forza di rialzarti e di risalire agilmente sul dorso dei tuoi sogni per continuare a cavalcarli con l’audacia che ti distingueva dagli altri.

Alla tua mamma e al tuo papà, a tutti coloro che ti hanno amato, noi possiamo dedicare solamente questo piccolo – forse insignificante – frammento di memoria.

Attoniti, con il cuore spezzato, ci sforziamo di credere che Dio, Sole più del sole, Luce più della luce, ti riempirà di tutto quell’Amore che è più di ogni amore e che, per qualche insondabile ragione, non ti è stato possibile trovare fra noi.

Ti vogliamo bene:

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Anna & Mauro

Io figliol prodigo

Immagine del dipinto di Hieronymus Bosch

Ufficialmente ho fatto il mio ingresso per la prima volta nel mondo del “urban contemporary gospel” nell’anno 2006 quando, chiamato da Alessandro Pozzetto e Rudy Fantin, cominciai a collaborare in qualità di organista nella band che accompagnava nei concerti il neonato gruppo vocale FVG gospel mass choir, attualmente The messengers mass choir.

Nell’arco di un breve periodo, la mia collaborazione si estese anche al FVG Gospel Choir, attualmente The NuVoices Project, formazione che già da qualche anno proponeva questo genere musicale.

A queste realtà sono legato da un profondo debito di riconoscenza, poiché esse per me rappresentano una sorta di “home page dell’anima”, un luogo dello spirito al quale, periodicamente, è necessario fare ritorno.

In questa prospettiva va inquadrata la data del 12 Settembre 2018 poiché essa rappresenta il giorno del ritorno a casa del “figliol prodigo”; dopo molti ripensamenti, infatti, ho accolto con un po’ di preoccupazione l’invito del The messengers mass choir accettando di diventare il suo accompagnatore ufficiale.

Sperando di essere all’altezza del compito e di meritarmi la fiducia dimostratami, auguro un felice Gospel a tutti!

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