Hashtag AperiBraille

Abstract

Cosa dire a proposito di un gruppo di insegnanti che, evidentemente non demotivati a sufficienza dalle difficoltà del loro lavoro, dopo un anno scolastico di duro impegno, sono disposti a percorrere in macchina circa un’ottantina di chilometri per approfondire il metodo Braille e acquisire quella che loro chiamano – una splendida conoscenza in più?

Premessa

Foto artistica di mani che leggono il codice Braille

In una delle mie prime pubblicazioni presenti in questo spazio, Dall’hard bop all’hard disk , svelai qualche particolare relativo all’attività di consulente per la disabilità visiva che svolgo dall’anno 2002.

Fra i molti aspetti che definiscono l’ambito delle mie competenze, ce n’è uno che riguarda l’insegnamento del metodo Braille.
Nel corso del tempo però, devo riconoscerlo, ho avuto poche occasioni di istruire qualcuno nell’apprendimento di questo genere di scrittura.

Fra i vari progetti presenti all’interno delle pagine dedicate all’Ufficio H, ce n’è uno che si chiama Toccare il pensiero , ma si tratta di un riferimento solitamente poco consultato.

Questo andamento si è dimostrato valido per lo meno fino a qualche mese fa, poiché – in modo assolutamente imprevedibile – qualcosa è all’improvviso mutato ed è di ciò che desidero parlare, sperando di non risultare troppo prolisso e autocelebrativo.

Dedica

Dedico questi pensieri a Tiziana, Sara, Rebecca, Nunzia e dario, che si sono impegnati oltre ogni mia aspettativa al fine di acquisire uno strumento che probabilmente non utilizzeranno mai, ma che certamente li renderà – se ciò è possibile – degli insegnanti ancora più qualificati, attenti e sensibili.

Facciamo il punto

Screenshot di una schermata Whatsapp.

La foto qui accanto mostra lo screenshot di una schermata WhatsApp visibile sul mio smartphone; si tratta – incredibile a dirsi – di una chat di gruppo, la quale conta 6 partecipanti legati da un comune oggetto: l’alfabeto Braille.
Ne parlo poiché ancora oggi, a distanza di qualche mese, non mi sono assuefatto all’idea.

Nel mese di aprile 2018, all’interno delle attività da me svolte presso l’Ufficio H della Comunità Piergiorgio ONLUS di Udine, ipotizzammo la possibilità di istituire dei corsi volti all’apprendimento del codice Braille, da destinare a insegnanti di sostegno o curricolari di scuola primaria e secondaria.
Beh! Tutto mi sarei atteso; nella migliore delle ipotesi contavo sulla realizzazione di un modulo dedicato al massimo ad una decina di persone.

In questa foto i corsisti sono seduti al tavolo mentre si esercitano nella lettura.

In un momento storico nel quale il linguaggio Braille – nonostante gli sforzi riconosciuti a livello istituzionale – sta subendo una progressiva dismissione quale metodo di accesso alla conoscenza da parte dei privi della vista, come potevo anche solo sperare in una risposta così ampia da parte di persone che, molto probabilmente, il metodo Braille non lo utilizzeranno mai?
La campagna informativa si è basata in pratica esclusivamente sul passaparola ed ecco fatto: in data 2 luglio 2019, il primo corso di alfabetizzazione relativa al sistema Braille ha avuto inizio, concludendosi con soddisfazione di tutti – formatore compreso – in data 23 luglio.

In questa foto scattata in autostrada si vede una macchina che effettuando una manovra non permessa rischia la collisione con il veicolo dei corsisti.

Cosa dire a proposito di un gruppo di insegnanti che, evidentemente non demotivati a sufficienza dalle difficoltà del loro lavoro, sono disposti a percorrere in macchina circa un’ottantina di chilometri fra andata e ritorno, nel momento in cui potrebbero essere al mare o in montagna con pieno diritto?
Si consideri che, per essere presenti alll’ultimo incontro, questi eroi hanno sopportato più di quaranta minuti di coda sull’autostrada A4, senza battere ciglio e facendo ritorno a casa perfettamente in grado di decodificare un testo scritto nell’alfabeto Braille utilizzando solamente il senso del tatto!

A questo gruppo di irriducibili poi va dato atto che, attraverso il passaparola, è riuscito a fare in modo che il mio “portafoglio ordinativi” relativo a questa attività risulti particolarmente ricco; si pensi che la lista di attesa conta un numero di potenziali apprendisti pari a oltre quaranta iscrizioni: ma siamo pazzi?

L’interesse per il codice Braille da parte di chi vede, in tutta evidenza, è inversamente proporzionale a quello che attualmente viene espresso da chi non vede.

Una splendida conoscenza

Schermata della mappa di Google che mostra la situazione del traffico sull'autostrada A4.

La creazione di una chat denominata Hashtag AperiBraille è solamente la conseguenza di uno star bene assieme.

Nel corso di poche settimane, infatti, abbiamo lavorato, molto; abbiamo condiviso buon cibo, moderatamente e solo nelle pause; ci siamo raccontati e messi in discussione facendo – come si usa dire – “gruppo”: che bello, un’esperienza forte e qualificante, il merito della quale è pienamente attribuibile agli straordinari “allievi”, i quali hanno deciso di compiere questo percorso conoscitivo al fine di acquisire – come loro affermano – “una splendida conoscenza in più”.

Un ultimo dato di cronaca che desidero rilevare è la provenienza della maggioranza degli iscritti ai corsi proposti dal servizio.
Lo zoccolo duro dei discenti, infatti, proviene dalla cittadina di Cervignano del Friuli e dintorni; una località, questa, incastonata fra la fortezza veneta secentesca di Palmanova, l’antica e balneare Grado e il sito di età romana che costituiva il patriarcato di Aquileia.

Di Cervignano del Friuli – se la memoria non mi inganna -, ricordo solamente che la sua stazione ferroviaria compare in uno straordinario fil di Mario Monicelli e interpretato da Vittorio Gassman e Alberto Sordi: “La grande guerra”.
Per quanto mi riguarda, in modo assolutamente arbitrario, mi sento di attribuirle l’onorificenza di capitale della lettura e della scrittura Braille del Friuli Venezia Giulia.

Riconoscimento

I corsisti sono inquadrati mentre stanno leggendo un testo Braille.

Desidero esprimere infine un riconoscimento a Stefano Scarafile, per il preziosissimo lavoro di segreteria da lui svolto nell’arco di parecchi mesi; senza il suo impegno, infatti, lo svolgimento di questa attività non sarebbe stato possibile: grazie!

Nota di redazione:
Le informazioni riprodotte all'interno di questo articolo sono state sottoposte all'ultima revisionesabato 11 Gennaio 2020.

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